Aveva 32 anni quando la conobbi.
Era bella con i capelli neri
felice di avermi avuto.
Io ero sereno tra le sue braccia
le succhiavo il seno e la guardavo in viso.

Aveva 40 anni quando giocavamo
sul lettone con i cuscini,
facevamo la lotta e ridavamo felici.

Aveva 50 anni quando la mattina
si alzava presto per ascoltare le mie lezioni.
Faceva finta di seguirmi tra le righe del libro
mentre le vomitavo addosso intere pagine di storia.

Aveva 59 anni quando si riempì di gioia
nel momento che il rettore mi dichiarò ingegnere,
la vidi ergersi immensa nel suo orgoglio e
coprirsi gli occhi di lacrime.

Aveva 63 anni quando le dissi che sarebbe
diventata  nonna, la vidi esplodere di gioia.
Quella notte non dormì, pensando al
quel nipote che sarebbe arrivato
mentre teneva la mano di mio padre.

Aveva 69 anni quando morì.
Aveva ancora il sorriso sulle labbra
mentre una lacrima le scendeva in viso.
Prima di morire mi disse: “Stai attento”.

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