È stanco ormai lo sguardo,
ma riconosco le figure note,
un sorriso traspare dal mio viso.
Ricordo, un giorno pensai a questo momento
ed ora come allora
mi affligge la paura del domani.
La paura di non poter, un domani,
ritrovarmi con me stesso
ed in un baleno
scomparire del tutto, annullarmi.
Di non avere nemmeno il tempo
di un doveroso saluto
a tutto ciò che è me.
A tutto ciò che mi ha circondato,
al mio sole,
al mio mare,
al mio cielo,
perché di me sono l’immagine rifratta.
Di non poter almeno congedarmi
dal mio essere creato,
cioè da tutte le persone  che ho incontrato
perché di loro io conoscevo il mio.
E di non riuscire a salutare il mio essere Dio
che mi ha aiutato ad affrontar la vita
ed è a Lui che mi rimetto
perché è l’essere perfetto
e perché nulla posso fare
perché non sia cosi sia.

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